Friuli dappertutto: nel panorama fatto di colline verdeggianti e di vigneti sparsi negli spazi lasciati liberi dalla vegetazione indigena, nei vini degli assaggi che hanno aperto in vero stile friulano la festa; nei ricordi di Michela Sfiligoi che ha fatto dell'assaggio dei vini un verso corso di cultura enologica, affiancata e sostenuta da Giorgio Dalla Cia, Roberto Bottega e Pedro Estrada Belli dell'azienda Vinotria che importa i vini del Collio, dei Colli Orientali e delle Grave del Friuli; nel menù che offriva anche salsicce, brovada e frico e si chiudeva con un tiramisù che ha visto recentemente riconosciuta la sua origine friulana; nel risuonare di tante conversazioni in marilenghe nel salone del ristorante; nel messaggio del presidente di Friuli nel Mondo Adriano Luci; nel grande striscione che proclamava orgogliosamente il raggiungimento del trentacinquesimo compleanno; nel mosaico dell'artista Tafara Karidza che riproduce il simbolo del Fogolar; nella chiacchierata in friulano della vice presidente Marina Martin; nei formaggi tipici friulani importati da Cheese Affair di Andrea Vola; nella grande torta al cioccolato con le sue 35 candeline; nei ricordi legati al quarantesimo anniversario del terremoto, risvegliati dalla proiezione del documentario "Quando la terra chiama", proiettato a fine giornata per la prima volta lontano dall'Italia.
Come sempre, nello stile del Fogolar, brevi i momenti sottratti al convivio dai discorsi e dalle inevitabili e necessarie pause dedicate ai ringraziamenti, due dei quali diretti alla presidentessa Giuliana Loi Cockcroft, la più giovane nella storia dell'associazione, che ha dato al Fogolar nuova vitalità e ha portato alle sue manifestazioni una crescente partecipazione di giovani. Un ringraziamento anche a Roberto Bottega e alla sua famiglia per l'ospitalità e la perfetta organizzazione dell'evento, e uno agli chefs emersi dalla cucina per il caloroso applauso meritato grazie alla bontà di un menù per loro quasi completamente sconosciuto eppure realizzato con bravura tale da fare arrossire qualsiasi ristorante friulano.
Una doverosa deviazione dalla friulanità la presenza dei bucatini all'amatriciana, graditi da tutti non soltanto perché molto buoni ma soprattutto perché nessuno come i friulani (e naturalmente gli aquilani) è in grado di comprendere la tragedia che ha colpito il paese di Amatrice e le zone circostanti a causa del recente terremoto. I friulani hanno così partecipato alla gara di solidarietà che coinvolge i ristoranti italiani nel mondo, impegnati a versare al fondo pro terremotati una porzione dei proventi procurati da ogni piatto di pasta all'amatriciana. In più hanno dato un ulteriore contributo attraverso l'acquisto dei biglietti di una lotteria che offriva in premio un pranzo per due al ristorante dell'azienda vinicola Idiom, orgoglio dei Bottega.
Discorso del Presidente
Trentacinque anni fa, quasi esattamente da oggi, il 26 ottobre 1981, Luigi Bottega, Giovanni Colussi, Angelo Schincariol, Gabriella Stefanutto e Biagio Talotti formarono il Fogolar Furlan di Città del Capo. Ciò accadde dopo una piacevole serata in amicizia, tenutasi durante Friends of Italy nel luglio 1980. Da allora, il Fogolar con i suoi vari comitati e presidenti ha organizzato almeno quattro eventi ogni singolo anno, come il paryy di Natale, i pranzi e i picnic.
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